Site Loader
Corso 22 Marzo, 25 | 20129 Milano

In aggiunta al Quadro Finanziario Pluriennale dell’UE per il settennato 2021-2027, che prevede risorse pari a 1074,3 miliardi di euro (si aggiungeranno successivamente 11 miliardi per rafforzare i programmi principali dell’UE) il piano Next Generation EU, cosiddetto “Recovery Fund”, è un piano da 750 miliardi con cui, per la prima volta, i Paesi dell’Unione hanno deciso di fare debito comune per fronteggiare la crisi economica.

Con il “Recovery Fund” arrivano ulteriori 750 miliardi (390 miliardi di sovvenzioni e 360 miliardi di prestiti), di cui circa 208 miliardi (127 miliardi di prestiti e 81 miliardi di sovvenzioni, pari al il 28% del totale) assegnati all’Italia, che diventa così il primo beneficiario di Next Generation EU.

Il c.d. Recovery Plan è il piano nazionale predisposto da ciascuno Stato membro per “spendere” i soldi del Recovery Fund; quello italiano, (PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) finanzierà nuovi progetti e progetti in essere attraverso un piano di riforme.

Il testo del Recovery Plan italiano individua sei missioni, i cui interventi sono stati definiti dal Governo e approvati in Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2021, e si focalizza in particolare sulla riforma fiscale (a partire dal Family Act e dalla Riforma IRPEF), sulla digitalizzazione e sulla transizione verde.

Le missioni sono legate ad altrettante aree tematiche strutturali di intervento, e dei sottoinsiemi di progetti omogenei e funzionali a realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia del Governo:

  • Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo e la Pubblica Amministrazione, l’istruzione, la Sanità e il Fisco;
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • Infrastrutture, per la mobilità e le telecomunicazioni, con la realizzazione di una Rete nazionale in fibra ottica, lo sviluppo delle reti 5G e l’Alta Velocità;
  • Istruzione, formazione, ricerca e cultura;
  • Equità sociale, di genere e territoriale, con focus sulle politiche attive del lavoro e sul piano per il Sud;
  • Salute.

Gli Aiuti di Stato sono sovvenzioni pubbliche alle imprese che operano in uno specifico mercato offrendo alle stesse dei vantaggi, così da poter incidere sugli scambi interni. Sono erogati dallo Stato, da amministrazioni locali o da soggetti pubblici.

Sono previsti dal Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), il cui art. 87 delinea presupposti e caratteristiche.

Gli Aiuti di Stato sono controllati e autorizzati dalla Commissione Europea, che verifica la non distorsione della libera concorrenza.

L’art. 107 comma 1 TFUE stabilisce infatti che:

 Salvo deroghe contemplate dai trattati, sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.

Gli indennizzi previsti dagli art. 107 commi 2 e 3 sono espresse deroghe.

La Commissione europea ha infine adottato un Quadro Temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli Aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’epidemia di Covid-19.

Si tratta di una misura che consente agli Stati membri di garantire che le imprese di tutti i tipi dispongano di liquidità sufficiente e di preservare la continuità dell’attività economica durante e dopo l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il Quadro temporaneo è stato prorogato, sono stati aumentati i massimali degli Aiuti di Stato ed è prevista la conversione di alcuni strumenti rimborsabili in sovvenzioni dirette.

Post Author: motus norma s.r.l.s.

Rispondi